UN GIARDINO UNA STORIA

 

AUTOBIOGRAFIA DEL GIARDINO SAVIOLI DI BOLOGNA

 

Il territorio di Bologna si racconta attraverso secoli di vita quotidiana in un libro ricco di documenti e immagini. Racconteremo di monaci che costruiscono portici, una poetessa che canta, un architetto che si qualifica Capomastro, una famiglia bolognese nobile e antica, e la nuova borghesia che dagli inizi del Novecento ha abitato questo territorio.

 

 

La collocazione del giardino nell’area urbana conosciuta come “Alemanni” invita a osservare il lungo porticato, edificato tra il 1619 e il 1631, che collega la porta di Strada Maggiore alla chiesa degli Alemanni: questa propaggine realizza una concreta interazione fra città e territorio.

In una mappa di Bologna della seconda metà del Seicento la forma urbana è caratterizzata dalla presenza della struttura lineare del portico integrata da piccoli insediamenti sparsi nella campagna connessi alla strada principale.

Le testimonianze dirette di alcune nostre socie confermano con ricordi personali la presenza dei marchesi Marsigli nella Villa di via Mazzini a partire dagli inizi del ‘900. L’edificio di via Savioli, 3 che in origine  era la scuderia della Villa, viene ristrutturato e la famiglia del marchese Francesco Marsigli Rossi Lombardi lo abiterà fino agli anni ’60. Il giardino era molto curato e non passava inosservato a chi scendeva alla fermata del tram che si trovava proprio davanti all’ingresso della Villa.

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